Per Julieta Cantaluppi si era avverato il sogno della vita di ogni sportivo; la conquista dello strameritato pass per Londra.Ma stessa enorme gioia per tutta la Carifabriano Ginnastica che nel proprio curriculum si fregierà di aver avuto una propria ginnasta alle Olimpiadi.Dieci tifosi speciali sono partiti da Fabriano per far sentire il calore della città alla nostra campionessa; tutto programmato da mesi voli, hotel..…meno i biglietti di ingresso, introvabili seguendo le fonti di vendita ufficiali.Il 9 agosto era la data dell’ esordio per July, ma anche per i dieci tifosi speciali, che iniziano l’ avventura, navigando nei vari piani sotterranei della movimentatissima metropolitana, fin dal mattino, meta la Wembley Arena.Non possiamo sbagliare perché appena emergiamo sul piano stradale, troviamo alcuni degli 8000 gentilissimi volontari di mezza età, tutti in polo viola-rossa e pantaloni kaki, pronti a regalarti la pianta della metro e della città ed il notiziario giornaliero dei Giochi.Ma l’ indicazione la evitiamo in quanto appena alziamo gli occhi si staglia immenso all’ orizzonte lo stadio Wembley, tempio del football inglese e la Wembley Arena è li vicino a pochi metri.I dieci tifosi speciali arrivano all’ ingresso della lunga serpentina che porterà all’ interno dell’ Arena; botteghino come da previsione chiuso, biglietti non in vendita.Ed allora avanti con le armi preparate per l’ attacco finale, un pennarello ed un foglio A4. Scriviamo ‘’ I need tickets’’ e lo consegnamo alle nostre 4 prodi ginnaste della comitiva per l’ occasione in tenuta e trucco tricolore. Qualcuno si avvicina per venderci un biglietto, iniziamo la trattativa, bruscamente interrotta da due agenti in borghese di Scotland Yard; grande (e giusto) sermone, alla fine evitiamo sia il sequestro del biglietto sia dei soldi che avevamo in mano. Ma non demordiamo, cambiamo zona ed apriamo di più gli occhi, arrivano fiumi di spettatori, tutti addobbati con coccarde, cappelli, maglie, bandiere con i colori della propria nazione, tanti russi, anzi russe, spagnoli e tantissimi inglesi anche se con la ritmica non hanno nulla a che vedere.‘’ I need tickets’’ sventola ancora lungo le scalinate di Wembley.Si, ce la facciamo. Riusciamo a comprarne qualcuno ed altri addirittura ci vengono regalati da tedeschi che ne avevano in avanzo da qualche loro sponsor. Sicuramente la tenacia ha sconfitto la burocrazia che aveva fatto scomparire gli agognati tickets.Si avvera il sogno di essere tra i 12000 presenti alla Wembley Arena, ma soprattutto gridare a tutto il Mondo ‘’Forza July’’.Lo spettacolo all’ interno è degno dell’ eleganza di questo sport, sfilano le ginnaste russe, bielorusse, ucraine, poi ecco July.Tesa, tesissima. Ci dirà poi che trovarsi in questo immenso impianto con 12000 persone intorno e non avendo potuto provare in quel parterre, ha avuto l’ effetto di non avere dei punti di riferimento ben precisi durante il primo esercizio.Sventoliamo le bandiere, un banner con ‘’FORZA JULY – FABRIANO C’E’ ’’, 90 secondi di tifo sfrenato, di emozione per i dieci tifosi speciali.Siamo felici di averla sostenuta anche se commette un paio di errori, ma alla fine conquista un ottimo sedicesimo posto, che non gli darà l’ accesso alla finalissima, ma che rende onore alla splendida carriera della ginnasta fabrianese.Replichiamo per il giorno successivo, stessa strategia del pennarello, stessi risultati positivi, ma stavolta maggiore felicità, in quanto finalmente July può uscire in libertà dal Villaggio Olimpico e possiamo abbracciarla e festeggiarla in una Steak House londinese insieme alla mamma allenatrice Kristina, oramai ambedue scariche delle responsabilità agonistiche, ma felici di aver onorato l’ Italia della ritmica.La serata termina nella luminosa e fragorosa  Piccadilly Circus, ritrovo di tanti tifosi dalle varie e variopinte etnie, e li ci sono i dieci tifosi speciali con le guance ancora dipinte di tricolore e le bandiere in bella vista sulle spalle; eccoli i dieci tifosi speciali Martina, Katiuscia, Valeria, Talisa, Mirna, Tiziana, Marina, Emanuela, Maurizio e Leandro.

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