Finita la chermesse Olimpica inglese, si cominciano a tirare le somme della stratosferica manifestazione, ma prima di commentare gli aspetti economici commentiamo qualche aspetto organizzativo. Londra è già per se stessa una metropoli visitata da milioni di turisti e in questi giorni va sommato un altro milioncino di sportivi che hanno programmato le loro vacanze nel periodo olimpico, riuscendo a far vedere che si riescono ad organizzare eventi anche senza usare inutili sfarzi, quando si è già padroni di un’ altra tradizione storica nazionale, che permette di non inseguire a tutti i costi l’ innovazioni spettacolari e costosissime. Dal 2005 anno in cui erano stati assegnati i Giochi la spesa stimata era di 3 mld di euro, ma poi a consuntivo sono stati spesi circa 15 mld, ma il ritorno economico è stato immediato in quanto i turisti hanno speso cash immediatamente, come lo stesso hanno fatto i tanti sponsors e le varie Federazioni sportive mondiali, per la felicità del Pil inglese. Contribuiranno all’ attivo di bilancio anche i 10 milioni di biglietti venduti, anche se moltissimi non sono stati utilizzati, lasciando posti ambitissimi vuoti. I 10500 atleti insieme agli altri 4200 paraolimpici, lasceranno alla fine ben 5000 nuovi appartamenti del Villaggio Olimpico a disposizione nell’ area di East London. L’ impiantistica sportiva, Olympic Stadium, Acquatic Center, Lee Valley, Basketball Arena, Wembley Arena è stata rinnovata e pronta ad accogliere altre manifestazioni di massimo livello nei prossimi anni; addirittura degli impianti verranno smontati come un Lego, per rimontarli in altre aree.Trasporti efficientissimi sia bus che metro, ne perdi uno, ma dopo 2 minuti ne arriva un altro, tutti con chiari display interni e annunci che ti permettono di non saltare la tua fermata di arrivo. Con in tasca una ‘travel card’ vai dappertutto e trasformi in economica anche la voce trasporti. Volontari gentilissimi in ogni angolo pronti ad aiutarti con precise indicazioni, polizia attenta e severa, che ha evitato qualsiasi tipo di pericolo ai turisti; abbiamo appoggiato una sacca in terra ed immediatamente il poliziotto si è allertato per capire di chi fosse.Code ordinate e veloci permettevano l’ entrata negli impianti sportivi con addetti al servizio d’ ordine ogni 10 metri che indicavano la via da seguire, all’ interno bar e toilette in abbondante numero. Con l’ inizio della gara iniziava anche un coloratissimo spettacolo sulle tribune, con tifosi bardati con i loro colori nazionali dalla testa ai piedi, cappello e scarpe incluse, volti dipinti con i colori delle bandiere nazionali; grande festa di tutti gli sport. Una curiosità la desta le tante biciclette che sfrecciano in mezzo al traffico londinese; zig zag tra bus rossi a due piani, tra i caratteristici taxi ora non più del classico colore nero, tra le molte lussuose auto del servizio olimpico, questi ciclisti pedalano con molta grinta, tanto che sorge spontanea la domanda , ‘’ma a Roma quanti ne sarebbero sopravvissuti..!!’’ Per il dopo gara, un fiume di persone si dirige al Westfield Stratford il centro commerciale più grande d’ Europa con i suoi 250 negozi e 70 punti di ristoro; attaccato al Villaggio Olimpico è anche il luogo di svago di tantissimi atleti che vengono sistematicamente bloccati per innumerevoli foto ed autografi dai propri tifosi. Casa Italia è stato l’ agorà per tutti gli italiani presenti a Londra; struttura su sei pieni il cui vero nome è The Queen Elizabeth II Conference Centre attiguo a Westminster e Big Ben. E’ stato il ritrovo per un breve riposo nell’ accogliente auditorium con 2 maxischermi gestiti da Sky, per un gradito bicchiere d’ acqua, una spassosa passeggiata tra i box degli sponsors italiani, un incontro con molti atleti, e la sera le ciliegine sulla torta con gli spettacoli dei vari Bennato, Renga, Allevi. Forse l’ unica nota negativa sarà stato l’ affitto pagato dal Coni, ma sembra che era stata scelta questa prestigiosa location, in quanto Roma doveva presentare la propria candidatura per il 2020. ebastian Coe, manager e dirigente sportivo che ha organizzato Londra 2012 sarebbe stato utile al nostro Premier Mario Monti che ha rifiutato a priori la candidatura, forse abbiamo perso una opportunità che lo sport ci aveva dato per una boccata di crescita economica.

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